INDIA
Il Rajasthan non si descrive: si sente.
È un respiro caldo che sa di sabbia e spezie, di vento che accarezza i palazzi color miele e di silenzi antichi nel deserto del Thar. È un luogo dove il tempo sembra rallentare, come se ogni passo chiedesse rispetto per le storie che custodisce.
È nostalgia, anche se non ci sei mai stato prima: la senti nei canti folk al tramonto, nelle lanterne che si accendono piano, nel suono lontano di un sarangi.
È colore che emoziona: il blu profondo che calma, il rosa che accoglie, l’oro che brucia di luce e mistero. Ogni colore non è decorazione, è stato d’animo.
È contrasto: ricchezza e povertà, rumore e meditazione, durezza e delicatezza. Mani segnate dal lavoro che offrono sorrisi sinceri. Occhi che parlano più delle parole.
Il Rajasthan ti entra dentro con lentezza, poi resta.
Ti lascia addosso una sensazione difficile da spiegare: come un ricordo di una vita passata… o di una parte di te che aspettava solo di essere riconosciuta.













